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MEGALOPOLIS

Ancora sul Visibile e l'Invisibile....

Stasera (16 gennaip 2008) su RAI TRE inizia una serie di documentari da me ideata e diretta (insieme a Nene Grignaffini con  Movie Movie per RAI TRE) intitolata MEGALOPOLIS.


I film documentari sono sei e sono dedicati a sei megalopoli con più di dieci milioni di abitanti.
Il viaggio tra Visibile e Invisibile prosegue così nella realtà delle grandi città passando da occidente ad oriente, dal nord al sud del mondo ma anche attraverso l'immaginario che il cinema e la letteratura di science fiction hanno alimentato in questi anni ognuno di noi.
La notizia  apparsa sui media lo scorso anno era che per la prima volta si era invertita una tendenza demografica:  secondo l'Università della North Carolina e della Georgia, nel 2007 per la prima volta il numero degli abitanti del pianeta che abitavano le città  superava il numero degli abitanti presenti nelle aree rurali.  Al di là del fatto che proprio nello scorso anno sia realmente avvenuto o meno il sorpasso, era evidente che la tendenza ormai era in corso.
Ho preparato dunque questo viaggio con la passione, la curiosità e i timori di sempre.
Rimaneva il dubbio sull'approccio da avere per il nuovo progetto. Mi avevano molto colpito i libri di Mike Davis, la cui visione del futuro per alcuni considerata apocalittica, da anni aveva delineato una geografia della paura fatta di città morte e pianeti di slum disseminati nelle varie parti del mondo.   
L'altro aspetto intrigante era ripensare a come le città fossero state rappresentate nella science fiction, nella letteratura e nel cinema (un esempio fra tutti rimane Blade Runner che dopo 25 anni è ancora un paradigma di riferimento).
Oltre il cinema rimaneva fortissima dentro di noi l'impronta dell' immaginario rappresentato dalla letteratura di Science Fiction che attraverso la figura di grandi scrittori ha disegnato un indelebile profilo delle città del futuro, città cupe, scure, nere, inquietanti.

La sfida era dunque ancora una volta quella di raccontare il visibile, vale a dire le megalopoli così come appaiono, cariche degli enormi problemi che anche le nostre città cominciano a conoscere da vicino: la vivibilità, l'inquinamento, la criminalità, l'emigrazione, gli esodi, lo squattering  (l'occupazione illegale delle case), l'apartheid urbanistico e quindi sociale che nasce dalla costruzione di nuove  città separate e protette, il crescere a dismisura delle baraccopoli (gli slums e le favelas), la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, la cementificazione, la violenza, la religione, il consumismo, il controllo del territorio, la vulnerabilità della privacy.
Ma la sfida più grande è stata scoprire quanto le descrizioni dei grandi scrittori di fantascienza del secolo scorso fossero  drammaticamente confermate.
Quanto le città invisibili immaginate da Asimov,  Clarke, Dick, Ballard, Gibson e  Orwell sono diventate cruda realtà ?
Quanto di quell'invisibile si poteva portare alla luce e rendere visibile ?
Il nostro lavoro di ricerca,  contatti,  riprese e montaggio ha reso possibile questo racconto: nelle città di Los Angeles, San Paolo, Il Cairo, Shenzhen, Karachi, Tokyo
nell'arco di una giornata si alternano immagini e  frammenti di vita di  quattro personaggi. Insieme a loro, anche la città è protagonista mentre la voce off dei grandi scrittori diventa un filo rosso per descrivere la cupezza delle dark cities del nostro pianeta.

UN ALTRO TENTATIVO DI ESERCITARE LA PRATICA DEL DESIDERIO DI VEDERE OLTRE.