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Visibile e Invisibile di Francesco Conversano

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NON E’ UN PAESE PER VECCHI. storie di violenza nella provincia americana tra visibile e invisibile

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NON E’ UN PAESE PER VECCHI. Qualche parola sul grande film dei Coen tratto dall’altrettanto straordinario libro di Cormack McCarthy.

Qualche riflessione da aggiungere.

La prima: è interessante che quest’anno i due più importanti oscar siano stati assegnati a un film d’autore (in Italia si direbbe di nicchia) non rappresentativo del prodotto medio popolare proposto dall’industria dello show business americano.

La seconda: il film è una rappresentazione della violenza allo stato puro.

I Coen la rappresentano con un linguaggio secco, di cui sono maestri assoluti, fatto di inquadrature ricercatissime, di dettagli e di angolazioni estreme, ognuna delle quali è una image de marque, un segno decisivo che amplifica e moltiplica l’effetto.

Averlo premiato è un segnale di una nuova consapevolezza della eccessiva e incontrollata violenza in America ? O forse un segnale “politico” dell’establishment dello show business hollywoodiano proiettato verso la probabile vittoria di Barak Obama ?

La terza: la violenza negli Stati Uniti è una pratica del quotidiano ma allo stesso tempo viene “consumata” e vissuta ogni giorno dallo spettatore come un evento di fiction.

La sua rappresentazione cinematografica quindi, anche quando diventa iperrealistica, come nel caso dei Coen,  non viene vissuta in modo negativo o pericoloso.

Aggiungerei qualche considerazione ulteriore pensando al mio blog visibile/invisibile relativamente alla violenza negli Stati Uniti e al film.

Ho girato molti film-documentari negli States e ho percorso parecchi km lungo l’infinita provincia americana. Nella primavera del 2002, all’indomani dell’11 settembre e nell’autunno del 2003, mentre il Paese era nel pieno della guerra con l’Iraq, ho percorso circa trentamila km seguendo il modello di viaggio dello scrittore William Least Heat-Moon che aveva attraversato il suo Paese per cercare di capire dove stava andando e scrivendo il suo capolavoro “Strade Blu”.

Lo stesso viaggio aveva fatto Steinbeck nel 1962 scrivendo l’altrettanto splendido “In viaggio con Charley“, dove Charley era il suo cane.

La provincia americana è uno dei luoghi di tutte le mitologie, il luogo dei topos del grande cinema americano, il luogo primigenio del viaggio “on the road”.

Da questi miei viaggi sono nati dieci film che sono il racconto di questo luogo senza tempo:

un viaggio nella letteratura americana che molti di noi hanno amato, da Faulkner a Steinbeck, da McCarthy ad Harrison, da Gifford a Lansdale, senza dimenticare naturalmente il libro cult dei viaggi on the road, il libro del più grande scrittore di viaggi americano, Jack Kerouac, “il viaggiatore che attraversò l’America”, come mi ricordava Barry Gifford uno dei suoi autorevoli biografi, “senza saper guidare l’automobile”.

“Strade Blu”, il mio viaggio nella provincia americana era anche un viaggio nell’invisibile, nell’indefinita inquietudine di cui si sente la presenza e che a un certo punto si materializza.

Perdersi nella provincia americana vuol dire cominciare a capire lo spirito di quel Paese, cogliere gesti, tic e ossessioni di chi lo abita, segni che un pò alla volta cominci a riconoscere.

Perdersi nella provincia americana vuol dire cominciare a percepire un senso di inquietudine, di sotterranea follia che può esplodere da un momento all’altro. E’ una condizione critica, di sospensione, uno stato borderline.

In Texas ho passato alcuni giorni con lo scrittore Joe R. Lansdale a Nacogdoches.

Lansdale conosce bene il Texas orientale, conosce bene la provincia, la violenza, la follia, il western, le mitologie americane e il loro lato oscuro: la materia della sua scrittura.

Nei suoi libri si respira in modo formidabile questo senso di sospensione, di pausa, di falsa tranquillità che prima o poi si trasforma in atto di violenza.

Percorrendo con Lansdale una strada in mezzo a un folto bosco con la luce del crepuscolo e dopo esserci fermati davanti all’insegna del drive-in di Nacogdoches, che ha ispirato La notte del Drive-In“, lo scrittore mi ha parlato della violenza invisibile e oscura presente nella provincia americana.

Lansdale mi ha ricordato il film “Velluto blu” di David Lynch: ”un film che può essere considerato estremo nel suo genere… l’idea del tipo che in questa piccola città trova un orecchio in mezzo all’erba…. è di questo che stiamo parlando, di quando tutto sembra normale in superficie mentre sotto sotto c’è tutta questa parte nascosta….un lato oscuro, che non può essere ignorato, esiste. E la cosa che attrae me e gran parte dei miei racconti è proprio questo lato oscuro”.

E ancora. Nel 2003 lo Shuttle Columbia si disintegra. I resti si disperdono nel raggio di 180 km tra la Louisiana e il Texas orientale.

A Nacogdoches, mi ha raccontato Lansdale, “lo Shuttle esplose proprio sopra la nostra testa e trovammo frammenti in giardino, in tutte le strade del paese, ma quando cominciarono le ricerche, tra il groviglio di alberi e paludi, non trovammo solo i resti dello shuttle e degli astronauti ma i corpi di persone che neanche sapevamo fossero sparite.”

La violenza negli States è così, visibile, invisibile, virtuale o iperrealistica.

E latente. La violenza negli States può esplodere sempre, da un momento all’altro.

Lansdale continua :  “come quella volta quando ero piccolo… quando ci fu quel tizio che salì in cima ad una torre, all’università del Texas, con un fucile. Si chiamava Whitman, e sparò ad un gruppo di persone: ce l’aveva con qualcun’altro. Una volta qualcuno ha detto che in Giappone quando sono arrabbiati si chiudono in una stanza e si suicidano. In America aprono la finestra e sparano addosso alla gente, quindi c’è qualcosa di misterioso in questo, c’è un lato oscuro che non può essere ignorato.

E il fatto è che spesso quello che la gente e i piccoli paesi fanno è darti l’illusione che regni un’assoluta normalità che invece non esiste. E credo che la mia narrativa tenda verso tutto questo perché è ciò che più mi spaventa. La cosa che mi fa più paura è la violenza casuale, quella che non è intenzionalmente rivolta contro di te perché nessuno ce l’ha con te. Fanno così e basta.

Il libro di McCarthy, il film dei Coen, le parole di Lansdale:

Storie di violenza tra visibile e invisibile nell’America che

NON E’ UN PAESE PER VECCHI

Commenti

Bel film, da cui ho tratto un significato più generale e meno riferito alla realtà americana. Il film secondo me rappresenta (è il caso di dirlo...) la perdita del senso comune, lo smarrimento nei deserti dell'anima che porta all'annientamento. Una mancanza di senso che rende possibile qualsiasi male.