Visibile e Invisibile - Visibile e Invisibile

Visibile e Invisibile di Francesco Conversano

RSS Feed

STRADE BLU. Viaggio nella provincia americana ai tempi di Obama.

America_2 Oggi 4 novembre, come tutto il mondo sa, è un giorno storico per gli Stati Uniti d’America.

Sono le sette e trenta. Le urne sono aperte. Gli americani vanno a votare.

Le notizie arrivano dai media riportando exit poll dalle grandi città.

Ma cosa succede nella grande provincia americana ?

Mi trovo a Jackson, Michigan, un paese di circa 37 mila abitanti nella zona dei grandi laghi.

Sto girando per RAI TRE,  STRADE BLU, una serie di quattro documentari che racconteranno i primi trenta giorni dopo l’election day lungo le strade blu, le strade provinciali americane, come già avevo fatto qualche anno fa dopo l’attacco alle twin towers e nel momento in cui gli states intraprendevano la guerra in Iraq.

Come sono le elezioni americane viste da un piccolo paese della provincia americana che di solito i media raccontano poco ?

Intanto lo stupore degli abitanti di Jackson che si chiedono perché mai una troupe italiana sia proprio qui a seguire le elezioni americane.

Ieri, 3 novembre visitiamo i due headquarters dei democratici e dei repubblicani. I democratici sono considerati qui, in Michigan, vincenti.

Il quartier generale dei democratici a Jackson si trova a Downtown, il vecchio centro del Paese.

E’ mattino.

Le strade sono quasi deserte. Un albergo chiuso, un bar messicano aperto, un altro bar chiuso, negozi che hanno cessato l’attività. In città pochi segnali della campagna elettorale alla fine se non per la presenza di cartelli nei giardini delle case nelle aree residenziali della città.

Jackson era una città repubblicana ma le cose sono cambiate negli ultimi anni.

Il quartier generale dei democratici e’ lì. Vecchie stanze che accolgono gli ultimi supporters. Ai telefoni i volontari chiamano gli indecisi convincendoli a votare per loro. I volontari sono uomini e donne, tutti piuttosto anziani.

E qualche giovane. Bianchi e di colore. Sono tutti molto fiduciosi. Leonard, il coordinatore, e’ di origini polacche.

Ci spostiamo verso l’headquarter dei repubblicani. Abbandoniamo downtown. Attraversiamo Jackson.

Tante case con giardino mal ridotte abitate prevalentemente da neri.

Qui un gruppo di neri con nonno e famiglia inscenano una piccola manifestazione a favore di Obama a ritmo di rap.

In questo quartiere povero e di colore le aspettative per Obama sono forti.

Arriviamo al quartier generale dei repubblicani. Qui è tutto nuovo. Stanze bianche al neon ospitano i volontari repubblicani.

Qui al telefono volontari, soprattutto bianchi, che telefonano agli ultimi indecisi.

La sorpresa è che i volontari sono giovanissimi. Alcuni sono adolescenti. E’ singolare vedere dei ragazzi di tredici anni leggere al telefono in poche righe il programma di Mc Cain per convincerli a votare.

Sono le otto del 4 novembre. Gli americani sono alle urne ma fino a stasera i volontari continueranno a telefonare per convincere gli indecisi senza rispettare "il silenzio" prima del voto che è una caratteristica italiana.

Stasera i democratici al teatro di Jackson e i repubblicani in un ristorante aspetteranno insieme di festeggiare il loro presidente.