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Visibile e Invisibile di Francesco Conversano

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STRADE BLU. Viaggio nella provincia americana ai tempi di Obama. (10)

3338750769mmsunitimit_mms_1000_i_2 Thanksgiving Day a Denver, Colorado. Downtown deserta come le altre città degli Stati Uniti. Per le strade poche auto, homeless e runaway boys, ragazzi scappati di casa.

Tutti camminano silenziosi ed educatamente per le strade vuote. Sono le uniche presenze umane nella città.

Black Friday a Denver, Colorado. La gente è in coda negli shopping mall. Sono iniziati i grandi saldi. Quest’anno più che mai daranno il polso del consumo e quindi dell’economia americana.

 

Sulla Federal Avenue a Denver, negozi e case abitate prevalentemente da latinos. I latinos qui costituiscono una parte consistente della popolazione.  Per i latinos, come in altre parti degli States, le cose non vanno molto bene.

Sulla Federal un piccolo negozio messicano. La proprietaria della Pinata Loca, qualche giorno fa ha rilasciato un’intervista a USA TODAY dove dichiarava che il volume d’affari del suo negozio di articoli da regalo per feste, si è ridimensionato di circa il 45 per cento negli ultimi sei mesi. Ora non vende più solo articoli da regalo. Bisogna ingegnarsi e diventare flessibile, dice.

Negli Stati Uniti nell’ultimo anno sono diminuiti gli emigranti, legali e illegali. L’America non rappresenta più l’Eldorado nemmeno per i messicani.

Non solo. E’ in corso una controtendenza. Molti messicani stanno vivendo pesantemente la crisi economica. Non hanno lavoro. Pochi soldi e senza casa.

Hanno deciso di tornare in Messico per sempre. La loro vita laggiù potrebbe essere meno dura che qui, nel Paradiso americano.

E’ sera. Alla stazione di autobus sulla Broadway a Downtown, vicino alla Salvation Army e a una missione che distribuisce cibo per gli homeless intirizziti dal freddo, sotto i palazzi illuminati e vuoti per il lungo week end di Thanksgiving, famiglie, anziani, uomini e donne messicane, si preparano a partire verso la loro casa per sempre.

Dopo dodici ore saranno a El Paso, Texas, e poi in Messico. E’ il loro viaggio di ritorno nella loro terra di origine. Si salutano e si abbracciano. Alcuni di loro piangono.

Un van distribuisce cioccolata calda. Nevica. L’autobus delle diciotto e quarantacinque per il Messico scalda i motori, accende i  fari. Parte tra i grossi fiocchi di neve.

Il viaggio lungo le strade blu, le strade della infinita provincia americana, termina qui a Denver, Colorado, la città della Convention Democratica. Sui muri della città qua e la sono presenti grandi murales del grande protagonista della storia americana, Barak Obama.

Il Viaggio lungo le strade blu, iniziato la notte dell’Election Day, il 4 novembre a Jackson, Michigan, dopo quattro settimane, si conclude. Rimangono i volti, le parole, le storie, le speranze di tante persone che hanno creduto nel cambiamento. Dalle fabbriche delle automobili in crisi alle famiglie senza case, dagli homeless alle minoranze etniche, dai farmers alla middle class stanca di Bush, da ogni parte il sentimento vibrante della sfida per ritrovare la fiducia e l’orgoglio americano.

YES WE CAN.

YES WE DID.

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